

A CURA DELLA DOTT.SSA FERRARI
L’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori del contesto in cui normalmente dovrebbe trovarsi, cioè all’interno della cavità uterina. La sede anomala è, nella maggior parte dei casi, lapelvi. La presenza di endometrio al di fuori della sua normale sede è molto comune e frequente, perché legata principalmente al reflusso di frustoli di questo tessuto attraverso le salpingi durante la mestruazione; comporta una reazione infiammatoria acuta, a cui l’organismo risponde attivando dei meccanismi immunitari, precisi e raffinati, in grado di eliminarlo. Talvolta questi meccanismi sono inefficaci e si instaura una condizione di infiammazione cronica, accompagnata dall’incapacità di “spazzare via queste cellule”, che porta a una sintomatologia dolorosa ingravescente, alla formazione di aderenze e alla compromissione della salute dell’apparato genitale e di altri organi pelvici. Circa il 10% della popolazione femminile prima della menopausa ne è affetta.
È molto ambizioso riuscire a dare una risposta completa a questa domanda, ma certo, partendo dalla predisposizione genetica, gioca un ruolo fondamentale l’esposoma, che rappresenta l’ambiente chimico, fisico, sociale e comportamentale a cui siamo esposti, dal concepimento alla morte.
Alcuni inquinanti ambientali, che subiamo talvolta inconsapevolmente, sono in grado di scatenare e sostenere gravi processi infiammatori nel nostro organismo. In particolare, i bisfenoli A, la diossina, i PCB (bifenili policlorurati) sono agenti esogeni in grado di interferire con i normali processi endocrini e con il nostro sistema immunitario, chiamati in causa come fattori che inducono lo sviluppo di endometriosi e di malattie autoimmuni (Reprod Toxicol 2023 Jan; 115:56-73, Endocrine disruptors and Endometriosis).
Il bisfenolo A (BPA) è un additivo contenuto nella plastica e nelle resine, e in molti oggetti di uso quotidiano come bottiglie, contenitori per alimenti o stoviglie di plastica, addirittura in biberon, ciucci o giocattoli, e viene liberato e ingerito quando tali materiali vengono scaldati. Bifenili e diossina si accumulano invece nella catena alimentare nel grasso animale.
L’alimentazione è parte fondamentale dell’esposoma e può indurre infiammazione, iperestrogenismo e disbiosi. Oltre ad evitare l’esposizione agli inquinanti prima citati, è necessario scegliere un’alimentazione secondo il modello che prevede largo uso di frutta e verdura che, ricchi di antiossidanti e fibre, aiutano a ridurre l’infiammazione (in particolare broccoli e cavoli, spinaci, mirtilli e agrumi). E poi introdurre cereali integrali, proteine vegetali, legumi, pesce ricco in omega 3, olio di oliva, di arachidi, di colza, spezie antinfiammatorie come curcuma, zenzero e aglio. Questo è il Modello AHEI – Alternative Healthy Eating Index, associato a un più basso rischio di sviluppare la malattia (Dougan MM et al. 2024 “A prospective study of dietary patterns and the incidence of endometriosis diagnosis”).
L’esposoma comportamentale è lo stress che accompagna il nostro vivere quotidiano e causa una costante disregolazione dell’asse Ipotalamo-ipofisi-surrene, con aumento del cortisolo e alterazione dell’equilibrio tra estrogeni e progesterone che favorisce l’insorgenza o aggrava la malattia. Lo stress, poi, favorisce la produzione di citochine infiammatorie che già sono elevate nelle pazienti con endometriosi e ne sostiene quindi la sopravvivenza, e altera il sistema immunitario, che è invece fondamentale per spegnere l’infiammazione.
Infine, lo stress altera la percezione del dolore con un fenomeno noto come “sensibilizzazione centrale”, rendendo i dolori ancora più invalidanti.
Il microbiota, che è l’esposoma interno, ha un ruolo chiave nella regolazione ormonale, immunitaria e infiammatoria. Ospita l’estroboloma, un gruppo di batteri in grado di metabolizzare gli estrogeni. Quando in sofferenza, si possono avere livelli circolanti di estrogeni molto più alti (situazione che favorisce l’endometriosi) e una sindrome di compromissione di barriera con passaggio di tossine nel circolo sanguigno che stimolano e sostengono la risposta infiammatoria, tipica dell’endometriosi.
L’endometriosi è una condizione caratterizzata dalla crescita anomala di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, causando dolore e disfunzioni nei tessuti circostanti. Il suo sviluppo è spesso accompagnato da un’infiammazione cronica, che può influenzare negativamente diversi sistemi del corpo. Quando l’endometriosi si cronicizza si instaura una infiammazione che, attraverso l’iperacidosi, altera il nostro sistema immunitario e i grandi sistemi di regolazione endocrina.
Si associano manifestazioni neurologiche con ansia, depressione, affaticamento, ipersensibilita’ al dolore; manifestazioni generali legate ad un effetto anoressizzante con basso peso e magrezza patologica; uno stato di iperestrogenismo dovuto ad una mediazione anomala del microbiota intestinale alterato; una resistenza al progesterone dovuta ad una disregolazione recettoriale per effetto degli estrogeni. Questa situazione puo’ comportare anche difficolta’ al concepimento. Il sistema immunitario manifesta una maggiore concentrazione di macrofagi nella sede del tessuto ectopico che richiama fattori di neoangiogenesi e neoinnervazione. Le cellule natural killer, altra componente delle nostre difese, sono meno efficienti e meno capaci di eliminare i residui endometriali ectopici. Si producono autoanticorpi verso endometrio e l’ovaio cosi come verso altre cellule del corpo e vi è spesso una malattia autoimmune associata.
La diagnosi precoce è fondamentale.
Consente di poterla curare efficacemente e di intraprendere le giuste terapie in modo tempestivo, prima che la patologia abbia effetti gravi. Intercettare la patologia ai primi sintomi tipici, rappresentati da dolore mestruale molto intenso (anche già in età puberale), dolore profondo ai rapporti, dolore pelvico cronico, sterilità, permette di cominciare le terapie in tempo utile.
Nelle pazienti che non desiderano una gravidanza, gli estroprogestinici o i progestinici sono la prima scelta. Quando questa risulta inefficace o mal tollerata, si può ricorrere alla chirurgia.
Ma alle terapie farmacologiche o chirurgiche è fondamentale associare un approccio integrato psico-neuro-endocrino-immunologico(PNEI) che comprende: un’alimentazione equilibrata (a supporto del microbiota intestinale e dell’equilibrio acido-base), il rispetto dei ritmi circadiani, l’attività fisica regolare e moderata che riduca il cortisolo e la gestione dello stress con mindfulness, terapia cognitivo comportamentale, yoga e meditazione.
In ottica PNEI un valido supporto e’ rappresentato dall’agopuntura tradizionale cinese, che ha mostrato efficacia nel trattamento del doloreda endometriosi, valido aiuto per la gestione dello stress, dell’equilibrio psico neuro endocrino immunologico e ben integrata con la medicina occidentale (Journal of Pain Research 2024).
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